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Airbnb istituisce fondo da 250mln di $

Complice anche la quotazione in borsa di Airbnb tanto attesa ma che in realtà causa COVID-19 è stata rimanda si pensa sempre entro l’anno ma intorno ad ottobre-dicembre, Airbnb ha deciso di venire incontro ai suoi cari host istituendo un fondo da ben 250 mln di $ per far fronte alle perdite.

Airbnb si sta impegnando per aiutare gli host in questo momento difficile. Riportiamo sotto per intero un articolo estratto direttamente dal portale Airbnb

Airbnb

Tutto il mondo si è reso conto della gravità della situazione relativa al coronavirus (COVID-19) quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia globale l’11 marzo 2020.

Stiamo lavorando duramente per trovare soluzioni che ridurranno l’impatto sulla nostra community. Lunedì abbiamo annunciato diverse iniziative e politiche chiave, tra cui un fondo da 250 milioni di dollari per aiutare gli host colpiti dalle cancellazioni dovute alla pandemia. Ecco come funziona:

Sono idonee ai sensi dei nostri Termini delle circostanze attenuanti le prenotazioni effettuate entro il 14 marzo e che prevedono una data di check-in compresa tra il 14 marzo e il 31 maggio 2020. Se una prenotazione è coperta:

  • Gli ospiti potranno cancellare la prenotazione e ricevere un rimborso totale per le circostanze relative alla pandemia di COVID-19.
  • Airbnb ti invierà quindi un importo pari al 25% di quello che avresti ricevuto per la stessa cancellazione in base ai termini da te impostati. Per esempio, se avessi dovuto ricevere 400 USD in base ai tuoi termini di cancellazione, ti invieremo il 25% di questa cifra, vale a dire 100 USD.
  • All’inizio di aprile, invieremo un’email con maggiori dettagli agli host che riceveranno un compenso. I pagamenti futuri provenienti dal fondo saranno inviati su base mensile agli host con cancellazioni idonee.
  • Questi termini si applicheranno retroattivamente e copriranno anche eventuali cancellazioni effettuate a partire dal 14 marzo.

Per le prenotazioni effettuate entro il 14 marzo con check-in successivo al 31 maggio, ci rendiamo conto che potrebbero esserci ancora delle incertezze. Nelle prossime settimane, chiederemo a host e ospiti di rivedere queste prenotazioni e di scegliere se cancellarle o confermarle.

Infine, per tutte le prenotazioni effettuate dopo il 14 marzo, i tuoi termini di cancellazione saranno validi come di consueto e non applicheremo le circostanze attenuanti relative alla pandemia di COVID-19.

Probabilmente, ti starai chiedendo il perché del 14 marzo. In risposta alla dichiarazione dell’OMS relativa alla pandemia globale, questa è la data in cui abbiamo annunciato la copertura in base ai nostri Termini delle circostanze attenuanti per le situazioni legate alla diffusione del coronavirus.

Sappiamo che molti host stanno affrontando gravi difficoltà in questo momento, e stiamo lavorando senza sosta per dare una mano. Il nostro fondo da 250 milioni di dollari è interamente coperto da Airbnb, senza alcun costo per gli ospiti, e speriamo che vorrai accettare il nostro supporto come dimostrazione del nostro impegno nei confronti degli host.

Per saperne di più sui termini, visita questa pagina. Abbiamo inoltre risposto ad alcune delle domande più frequenti qui sotto.

Airbnb applica dei costi in caso di cancellazione?
Airbnb rinuncia a tutti i costi di host e ospiti per le cancellazioni relative alla pandemia di COVID-19 in base ai Termini delle circostanze attenuanti. Rimborseremo i nostri costi o forniremo dei crediti di viaggio per un importo che li include.

Ho sentito che Airbnb offre agli ospiti dei crediti di viaggio invece che dei rimborsi. È vero?
Quando gli ospiti cancellano a causa di circostanze legate alla pandemia di COVID-19, diamo loro la possibilità di ricevere un rimborso in contanti o dei crediti di viaggio che possono essere utilizzati per un soggiorno in un secondo momento. Questo è il nostro modo per incoraggiare gli ospiti a prenotare con gli host di Airbnb in futuro.

Perché non fornite dei crediti agli ospiti per una futura prenotazione di uno dei miei alloggi?
Ci abbiamo pensato, ma ci sono diversi scenari in cui questa soluzione potrebbe non funzionare per te o per i tuoi ospiti. Per esempio, un ospite potrebbe non essere in grado di prenotare o di tornare nella tua zona una volta che avrai l’opportunità di ospitare di nuovo. Questo credito fornisce maggiore flessibilità a entrambi.

I Termini delle circostanze attenuanti si applicano a tutte le prenotazioni?
Questi non si applicano alle prenotazioni Airbnb Luxe, Luxury Retreats o a quelle nazionali nella Cina continentale, che hanno dei termini specifici.

Cosa succede alle prenotazioni cancellate prima dell’annuncio del 30 marzo?
Fintanto che si applicano i criteri di cui sopra e l’ospite cancella in base ai Termini delle circostanze attenuanti, ti invieremo il 25% dell’importo che avresti ricevuto in seguito a una normale cancellazione da parte dell’ospite.

Se ho ricevuto una cancellazione per una prenotazione effettuata entro il 14 marzo con check-in successivo al 31 maggio, sarà idonea per l’offerta di rimborso del 25%?
No, ma abbiamo in programma di dare la possibilità all’ospite di cancellare o confermare la sua intenzione di mantenere la prenotazione. Sappiamo che non c’è niente di più frustrante che ricevere una cancellazione dell’ultimo minuto. Riteniamo che sia meglio essere trasparenti nel prossimo futuro, in modo che tu abbia la possibilità di riaffittare o fare altri piani per il tuo alloggio.

Perché non posso ricevere il mio compenso pari al 25% subito dopo una cancellazione?
Potresti effettivamente avere diritto a più compensi. Inviare i compensi su base mensile, piuttosto che singolarmente, ne facilita la gestione e la contabilizzazione.

Cosa succede se una prenotazione è stata cancellata in base ai Termini delle circostanze attenuanti di Airbnb prima dell’annuncio della copertura globale del 14 marzo?
Potresti essere idoneo a ricevere compensi per le cancellazioni in base ai Termini delle circostanze attenuanti se una tua prenotazione:

  • In Italia, o con un ospite proveniente da questo Paese, se effettuata entro il 29 febbraio, con check-in tra il 29 febbraio e il 31 maggio, e cancellata tra il 29 febbraio e il 13 marzo 2020.
  • In Corea del Sud, o con un ospite di questo Paese, se effettuata entro il 25 febbraio, con check-in tra il 25 febbraio e il 23 marzo, e cancellata tra il 28 febbraio e il 13 marzo 2020.
  • Al di fuori della Cina continentale, con un ospite proveniente da questo Paese, se effettuata entro il 1° febbraio, con check-in tra il 1° febbraio e il 13 marzo, e cancellata tra il 28 gennaio e il 13 marzo 2020.
  • Negli Stati Uniti, è stata effettuata entro il 13 marzo, con check-in tra il 13 e il 14 marzo, e cancellata tra il 13 e il 14 marzo 2020.
  • Nello Spazio Schengen, con un ospite proveniente dagli Stati Uniti, è stata effettuata entro il 13 marzo, con check-in tra il 13 e il 14 marzo, e cancellata tra il 13 e il 14 marzo 2020.
  • In India, con un ospite proveniente da un altro Paese, è stata effettuata entro il 10 marzo, con check-in tra il 12 e il 14 marzo, e cancellata tra il 10 e il 14 marzo 2020.
  • In Israele, con un ospite proveniente da un altro Paese, è stata effettuata entro il 10 marzo, con check-in tra il 12 e il 14 marzo, e cancellata tra il 10 e il 14 marzo 2020.
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Affitti brevi & Short Term

Il mercato dello short rent gode delle migliori prospettive.

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“Gli affitti brevi rappresentano una grandissima opportunità”Le statistiche su base nazionale confermano che nelle città dove il fenomeno dello short rent si è più sviluppato ha trainato in maniera decisiva tutto il comparto generando una importante rivalutazione dello stock immobiliare esistente e favorendo in maniera decisiva l’incremento del turismo. Per i prossimi anni il segmento degli affitti brevi continuerà a presentare in Italia una crescita a due cifre molto superiore al tasso di crescita medio del comparto di riferimento. Un prodotto immobiliare di qualità collocato in short rent può garantire un rendimento lordo dal 5% al 7% annuo, rendimento molto superiore a quasi tutti gli strumenti d’investimento a basso rischio equiparabili oltre alla massima flessibilità in caso di dismissione. Può quindi a tutti gli effetti essere considerata una nuova tipologia d’investimento”.Questi sono i dati che si leggono in rete, noi di homeconcierge.it siamo invece convinti, numeri alla mano, che si può arrivare fino ad un 12-16% lordo per il proprietario se si mettono in atto diverse strategie di ottimizzazione costi e marketing.
Insieme all short rent, saranno interessate alla crescita le città che si trovano sulle linee ferroviarie, con strade e autostrade adeguate, in prossimità di un sistema aeroportuale fatto anche di linee low cost, avranno un futuro. Diversamente rischiano l’isolamento e lo svuotamento; occorre quindi che, ad esempio, i comuni limitrofi a Milano affrontino politiche di connessione alla metropoli, in particolare lungo la direttrice che conduce a Linate, come anche i comuni dell’hinterland romano, che si sviluppano verso Fiumicino”.
Per ricevere una Consulenza sull’avvio di Attività ricettive alberghiere ed extra-alberghiere contattaci via mail a homeconciergeroma@gmail.com


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Il settore delle CaseVacanze è Sano

Non è una novità che sempre più società hotellerie si stiano buttando a capofitto su questo settore delle Case Vacanza, e nelle varie declinazioni regionali di questa tipologia, tra cui gli appartamenti per uso turistico o locazioni turistiche, proprio per la possibilità di scalare e di offrire un prodotto diverso che molto piace alla clientela straniera.

Oyo, il gruppo alberghiero indiano vero astro nascente dell’hotellerie internazionale, punta dritto all’obiettivo di diventare la più grande attività di gestione di casa vacanza in Europa sotto i marchi Oyo Home, Bellavilla, Danland e Datacenter.

Al gruppo Oyo fanno, in particolare, capo Oyo Hotels e Oyo Vacation Homes (cui si riferiscono i vari brand dedicati al mercato case vacanze). E proprio il segmento case vacanza è in grande crescita dal 2011, incontrando il favore di millennials e viaggiatori d’oltreoceano sempre più interessati ad affittare per i propri soggiorni holiday homes dotate di facility di alto livello. A conferma del potenziale di questo mercato in ambito europeo, lo scorso maggio il gruppo ha acquistato, per 360 milioni di euro, la società @Leisure Group, poi ribattezzata Oyo Vacation Homes, che ha portato con sé 115mila nuove case vacanza.

«Nel corso degli ultimi anni il mercato delle casa vacanza è cresciuto molto e uno degli aspetti che ha maggiormente giocato a favore è sicuramente l’interesse delle Ota come Expedia e Booking.com – spiega il global ceo della stessa Oyo Vacation Homes, Tobias Wann -. I big player ormai affiancano, nelle loro piattaforme, il tradizionale hotel e le nuove soluzioni holiday homes. Il grosso del volume è mosso dalle Ota e i marchi minori giocano un ruolo sempre più marginale, mentre le agenzie di viaggio rimangono un interlocutore importante».

Forte del trend di crescita nel mercato Europa, Belvilla, il marchio olandase del gruppo Oyo specialista nell’affitto case vacanza, si consolida quindi sul mercato italiano. il brand garantisce un servizio full service per chi possiede casa e desidera affidare il proprio immobile a un partner di fiducia. Con quasi 40 anni di esperienza sul mercato europeo, Belvilla sta infatti sviluppando soluzioni tecnologiche sempre più innovative e sofisticate nel settore delle case vacanza, investendo in personale competente e qualificato. A oggi sono già 3.700 le proprietà che utenti da tutto il mondo possono consultare e prenotare in Italia grazie a Belvilla

Fattore che accomuna tutte le case vacanza Oyo è l’elevata qualità della struttura tipicamente di metratura importante e situata in contesti urbani ma non cittadini, dotata di molti confort di lusso come sauna o piscina. A ciò si aggiunge la fruibilità della struttura per buona parte dell’anno. Le commissioni Oyo variano dal 10% al 30%, in funzione della completezza del servizio offerto.

«Sono in questa industry da oltre 10 anni – conclude quindi Wann – e posso affermare che questi ultimi due anni in particolare, sono stati protagonisti di grandi cambiamenti. Prima di tutto il nostro settore richiede ormai una forte specializzazione e di conseguenza l’affermarsi di figure professionali molto strutturate. Inoltre, l’ospite nutre per la casa vacanza le stesse aspettative rispetto all’ hotel e questo per esempio si traduce in periodi di soggiorno anche molto limitati, oppure in cancellazioni all’ultimo. In generale l’ospite si aspetta flessibilità. Tutto ciò ha richiesto ai proprietari degli immobili in affitto di adeguarsi fin da subito alle nuove richieste e noi li abbiamo affiancati e guidati in tale percorso. Sono fermamente convinto che la tecnologia sia fondamentale per il nostro business ma l’aspetto umano rimane insostituibile»

Vuoi aprire anche tu un’attività in proprio oppure hai un immobile fermo che vorresti mettere a Reddito tramite i nostri Esperti?

Contattaci a 

homeconciergeroma@gmail.com

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Booking.com e il nuovo sistema di prenotazioni

Oggi i viaggiatori hanno una scelta vastissima quando si tratta di prenotare l’alloggio perfetto. Mentre la classificazione tramite stelle è riconosciuta e usata in tutto il mondo come strumento per valutare la qualità di un hotel e confrontarlo con altri, fino a ora non esisteva un sistema simile che permettesse ai viaggiatori di confrontare alloggi come case o appartamenti.

Con la missione di aiutare tutti a scoprire il mondo e una media di 7 ospiti al secondo che effettuano il check-in in una casa, un appartamento o un altro posto unico dove soggiornare prenotato tramite la sua piattaforma, Booking.com ha preso l’iniziativa e ha introdotto un sistema globale e coerente per la valutazione della qualità per appartamenti, case vacanze e ville.

In maniera simile alla classificazione per stelle, che valuta in maniera oggettiva gli hotel in base a una serie di criteri di qualità, il nuovo sistema di valutazione per case vacanze e ville su Booking.com è stato pensato per sopperire a una mancanza nel settore dei viaggi.

Questo sistema rappresenta un benchmark globale che i viaggiatori possono riconoscere e a cui possono affidarsi per identificare più facilmente quali strutture rispondono ai loro criteri di qualità. Tenendo presente che nel 2020 il 39% dei viaggiatori globali e il 41% di quelli italiani preferiranno soggiornare in una casa vacanze o in un appartamento invece che in un hotel e che la funzionalità per filtrare i risultati in base al numero di stelle è una delle più utilizzate su Booking.com, questa innovazione riflette l’impegno e gli investimenti continui di Booking.com nel creare un’esperienza di viaggio sempre più fluida e, contemporaneamente, fornire ai viaggiatori la più vasta scelta di posti dove soggiornare.

Il sistema di valutazione della qualità usa un algoritmo di apprendimento automatico che tiene in considerazione oltre 400 fattori, tra cui la posizione della struttura ricettiva, le dimensioni e i servizi, e aiuta i viaggiatori a identificare meglio la qualità e il comfort delle strutture di tutto il mondo, in modo che possano prendere decisioni più informate quando si tratta di scegliere l’alloggio perfetto per loro. Adesso, accanto al nome della struttura su Booking.com sarà possibile trovare dei quadratini gialli (da 1 a 5) che indicano graficamente il livello di qualità. I punteggi qualità vengono confrontati con quelli delle strutture vicine, per fare in modo che i risultati siano rilevanti al livello locale, e vengono ricalcolati più volte durante l’anno per garantirne l’accuratezza.

Stati Uniti, Grecia, Spagna, Italia e Francia sono i Paesi con il più alto numero di punteggi top (5 quadratini su 5), mentre i viaggiatori provenienti da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna e Cina sono quelli che più di frequente selezionano appartamenti, case vacanze o ville con i punteggi qualità più elevati.

“Siamo emozionati di aver inaugurato una tecnologia e di aver sviluppato un servizio che non era presente nel settore fino a questo momento. Gli ospiti degli hotel possono usufruire di un sistema di classificazione come quello delle stelle, che permette loro di prendere decisioni di viaggio informate, mentre i viaggiatori che scelgono altre tipologie di struttura non hanno avuto fino a ora uno strumento paragonabile. Adesso, oltre che affidarsi alla veridicità delle nostre recensioni verificate, i viaggiatori di Booking.com possono cercare un appartamento, una casa vacanze o una villa in base al punteggio qualità e sentirsi più tranquilli nel fare una scelta che risponderà alle loro aspettative. Il 75% delle strutture premiate dai recenti Traveller Review Awards 2020 di Booking.com è composto da case, appartamenti e altre tipologie uniche di alloggio. Circa il 40% è rappresentato esclusivamente da appartamenti. Con questo nuovo sistema, ci aspettiamo di rendere ancora più semplice ai viaggiatori la scoperta del posto perfetto dove soggiornare, ovunque vogliano andare”, ha detto Eric Bergaglia, Global Head di Booking.com per il segmento case e appartamenti.

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COVID-19 e Canone di Locazione

È POSSIBILE RINEGOZIARE I CANONI DI AFFITTO A SEGUITO DELL’EMERGENZA COVID-19?

La crisi economica conseguente all’emergenza Coronavirus ha avuto e sta avendo ripercussioni anche nelle locazioni. Sono stati messi in atto davvero pochi strumenti a beneficio dei conduttori in difficoltà economica.
In particolare il nostro Focus sarà concentrato sulle strutture ricettive extra-alberghiere e soprattutto sugli affitti brevi/ locazioni turistiche sicuramente il comparto più colpito da questa crisi, insieme agli alberghi.
Con il DPCM dell’11 marzo 2020, il Governo per contrastare l’emergenza Coronavirus ha previsto misure drasticamente restrittive, imponendo, tra l’altro, la chiusura di tutte le attività commerciali ritenute non essenziali, che hanno visto e vedranno una riduzione di fatturato e liquidità.

Gli effetti e le ricadute sulle attività commerciali sono ingenti e spingono le aziende a cercare di ridurre quanto più possibile le perdite tagliando, ove possibile, le voci di spesa più onerose, tra cui sicuramente vi rientrano gli affitti che incidono non poco sul fatturato dell’azienda ed il personale.

Sul punto si evidenziano alcune ipotesi a favore dei conduttori in merito.

In primo luogo si sottolinea che nel Decreto 18 del 17 marzo 2020 emanato dal Governo è stato inserito un credito di imposta del 60% che è stato riconosciuto a tutti i conduttori che abbiano dovuto sospendere le proprie attività per via delle restrizioni imposte per contrastare la diffusione del Coronavirus; a tal fine per beneficiare della compensazione sarà necessario indicare sull’F24 nella sezione Erario alla colonna “importi a credito compensati il codice tributo 6914 “Credito di imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del D.L. 18 del 17 marzo 2020” per il canone del mese di marzo 2020, ovvero solo per la categoria

Esaminata la detrazione recentemente inserita, appare comunque opportuno evidenziare le ulteriori possibilità a beneficio del conduttore che versi in difficoltà a causa della chiusura della propria attività; quest’ultimo potrà ottenere una riduzione dal pagamento del canone di locazione, ovvero una sospensione temporanea o, da ultimo, la risoluzione del rapporto contrattuale / recesso anticipato.

Vediamo nel dettaglio i riferimenti normativi sulle possibilità in capo ai conduttori.

ART. 1256 Codice Civile – Impossibilità temporanea dell’adempimento e ritardo incolpevole del conduttore nel pagamento dei canoni.


Il conduttore, nonostante la crisi, potrebbe essere interessato a continuare il rapporto di affitto; in detta ipotesi, avvalendosi dell’art 1256 c.c. 2° co, secondo cui “se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore finché essa perdura, non è responsabile del ritardo nell’adempimento”, il conduttore al sopraggiungere di una causa di “forza maggiore” che rende temporaneamente impossibile l’esecuzione del contratto (cioè l’impossibilità di svolgere pienamente la propria attività e la particolare gravosità nel pagare i canoni) sarebbe giustificato a ritardare nell’adempimento di propri obblighi contrattuali.

Ne discende che, fintanto che perduri l’emergenza sanitaria, il ritardo nel pagamento dei canoni non dovrebbe configurare responsabilità in capo al conduttore, che però al momento della cessazione dello stato emergenziale e a seguito della ripresa del proprio fatturato dovrà provvedere a corrispondere quanto non versato, senza però essere tenuto a versare alcun interesse sui pagamenti a suo tempo non corrisposti.
Pertanto in questo caso si tratterebbe solo di una sospensione e non della possibilità di non pagare i canoni di locazione in questione.

ART. 1467 Codice Civile – Rinegoziazione delle condizioni economiche del contratto per sopravvenuta eccessiva onerosità

L’ultimo comma dell’art. 1467 c.c. prevede che qualora si verifichino eventi che rendano eccessivamente oneroso il contratto sottoscritto e sproporzionatamente gravoso l’adempimento in capo ad uno dei contraenti, le parti possano evitare la risoluzione del contratto modificandone le condizioni; sul punto il locatore potrà essere invitato a rinegoziare, temporaneamente o definitivamente il contratto di locazione, fino al perdurare della crisi economica.

In ipotesi di accettazione si procederà alla registrazione della modifica contrattuale, anche al fine di una riduzione delle imposte a carico del locatore. (mod 69) – RICHIESTA DI REGISTRAZIONE E ADEMPIMENTI SUCCESSIVI
INTERRUZIONE DELLA LOCAZIONE

ART. 27 Legge 27 luglio 1978 n. 392 – il recesso del conduttore per gravi motivi

La citata norma prevede in ordine alle locazioni di immobili per uso diverso da quello abitativo, che il sopravvenire di gravi motivi legittimerebbe esclusivamente l’esercizio del diritto di recesso: “indipendentemente dalle previsioni contrattuali, il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, con preavviso di almeno sei mesi da comunicarsi con lettera raccomandata”.

Posto che allo stato attuale non vi è alcuna pronuncia di legittimità collegata al Coronavirus, si può osservare che la gravità della motivazione addotta debba avere carattere di oggettività con la conseguenza che i fatti descritti devono sostanziarsi in eventi imprevedibili e sopravvenuti tali da rendere oltremodo gravosa per il conduttore la prosecuzione del rapporto locativo.

ART. 1467 Codice Civile – Eccessiva onerosità sopravvenuta

La portata dell’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del Covid-19 rende più “onerosa” la prestazione contrattuale a carico del conduttore, con la conseguenza che parrebbe applicabile la disciplina prevista dall’art 1467 c.c. secondo cui nei contratti a esecuzione continuata o periodica, ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto, con gli effetti stabiliti dall’articolo 1458 c.c.”.

Al fine di potersi richiedere la risoluzione del contratto deve sussistere uno forte squilibrio tra le reciproche prestazioni che conduttore e locatore vicendevolmente eseguono, elemento quest’ultimo non prevedibili al momento della conclusione del contratto e la riconducibilità della eccessiva onerosità a “eventi straordinari ed imprevedibili”, aventi connotati di oggettività e straordinarietà con riferimento alla fenomenologia della conoscenza.

Va da sé che la possibilità di fruire di quanto sopra indicato debba essere limitata ai soli soggetti che, a causa del Coronavirus, abbiano avuto una consistente riduzione delle proprie entrate, circostanza peraltro di cui si deve poter fornire la relativa prova, qualora si dovesse addivenire ad un contenzioso, salvo che nelle more non intervenga un provvedimento del Governo sul punto.
Questo caso probabilmente è la c.d. “Ultima spiaggia” per i conduttori che hanno poca liquidità e non vogliono e/o non riescono a resistere questi mesi di emergenza.

Attenzione, come riportato nella circolare allegata, si sottolinea che l’invio della lettera non autorizza la sospensione automatica del pagamento dei canoni ma ha l’obiettivo di promuovere una proficua trattativa tra le parti per ottenere la temporanea sospensione e ristabilire l’equilibrio negoziale alterato dalla grave emergenza epidemiologica in atto

Allegato – – per scaricare il modello di comunicazione da inviare ai proprietari di immobili concessi per lo svolgimento delle attività dei pubblici esercizi, per sospensione e rinegoziazione dei termini contrattuali –> inviare mail a homeconciergeroma@gmail.com con oggetto modello comunicazione covid19

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Affitti brevi, bocciato il ricorso di Airbnb

E adesso?? Fuori gli abusivi!!! Si spera..
Riportiamo sotto un articolo del sole 24 ore

Tempi duri per chi vuole evitare di pagare la cedolare secca del 21% sugli affitti brevi ricorrendo alla nota piattaforma Airbnb che solo in Italia conta oltre 214mila case e l’anno scorso ha fatto registrare 3,7 milioni di arrivi. Dopo una lunga battaglia il Tar del Lazio con la sentenza n. 2207/2019 ha respinto le richieste di Airbnb che finora si era rifiutata di riscuotere la cedolare secca sulle locazioni brevi e comunicare all’Agenzia delle Entrate i nomi dei locatari e i relativi redditi. Ma Airbnb ha già annunciato che farà ricorso al Consiglio di Stato.

«Siamo delusi dal pronunciamento del Tar del Lazio – annuncia Airbnb – e intendiamo fare ricorso presso il Consiglio di Stato, anche ai fini dell’eventuale interessamento della Corte di Giustizia ». Per la piattaforma online, si tratta di una pronuncia che punisce «chi non usa il contante».

Flop tassa Airbnb, il ministro Centinaio promette: «Basta praterie, si cambia»

La norme introdotte nel 2017 dal governo Gentiloni (decreto legge 50/2017) prevedono che gli affitti brevi (di durata non superiore ai 30 giorni) scontano la cedolare del 21%, che viene trattenute e versata al fisco subito in caso il pagamento sia gestito da “intermediari immobiliari” (agenzie e portali e quindi compresa Airbnb) o al momento della dichiarazione dei redditi se i contratti sono gestiti direttamente.

 Ma finora Airbnb si è rifiutata di raccogliere le imposte e di trasmettere i dati degli host all’Agenzia delle Entrate, per consentirle – incrociando i dati – di dare la caccia ai possibili evasori. Per la nota piattaforma telematica questi adempimenti da vero e proprio sostituto d’imposta non spetterebbero a loro. Per non parlare di tutti i problemi legati alla gestione dei dati e della privacy.

Un rifiuto, quello di Airbnb, che ha avuto come primo effetto il flop delle tasse del gettito previsto. Secondo lo Stato degli 83 milioni di gettito attesi già nel 2017 nella casse pubbliche ne sono entrati soltanto 19 (oltre 60 milioni in meno) e nel 2018 – di cui mancano i dati ufficiali – potrebbe essere andata ancora peggio visto che il gettito atteso è di 139 milioni. È Federalberghi a provare a calcolare il danno per le casse dello Stato: «Secondo quanto dichiarato in giudizio dallo stesso Airbnb – segnala Federalberghi – le somme da versare annualmente in Italia, rapportate ai ricavi del 2016, sarebbero state pari a circa 130 milioni di euro. Considerando che nel frattempo il numero di annunci pubblicato sul portale è cresciuto a dismisura (222.787 ad agosto 2016, 397.314 ad agosto 2018), si può stimare che nei primi diciotto mesi di (mancata) applicazione dell’imposta Airbnb abbia omesso il versamento di più di 250 milioni di euro».

Affitti turistici, accordo Airbnb – Regione Toscana per la riscossione

La sentenza del Tar arriva dopo una battaglia legale in cui il Tar del Lazio prima e il Consiglio di Stato poi avevano già bocciato la richiesta di sospensiva (la possibilità di interrompere l’efficacia del provvedimento in attesa del pronunciamento del merito). Pronunciamento nel merito che è arrivato adesso e che boccia i rilievi della piattaforma on line. Per i giudici amministrativi non c’è nessuna «disparità di trattamento» o «discriminazione» nei confronti di Airbnb e né una limitazione alla libertà di concorrenza. Né la piattaforma può addurre come motivo di diniego il fatto che sia costretta – come un sostituto di imposta – ad adempimenti che non gli possono spettare, visto che il portale già svolge, sia in Italia (per conto di alcuni comuni) sia all’estero, attività simili a quelle che vengono contestate. Il Tar cita proprio un articolo del Sole 24 Ore relativo a un accordo con la Regione Toscana per la raccolta dell’imposta di soggiorno.

«Siamo delusi dal pronunciamento del Tar del Lazio e intendiamo fare ricorso presso il Consiglio di Stato, anche ai fini dell’eventuale interessamento della Corte di Giustizia Europea», ha annunciato subito Airbnb. Che sottolinea come il Tar abbia «inteso confermare nel merito l’orientamento già espresso in sede cautelare, non ravvisando differenze operative fra agenzie immobiliari con qualche decina di clienti e una piattaforma tecnologica con oltre 200 mila utenti, di cui solo una parte sarebbe assoggettabile alla normativa secondo criteri mai stabiliti dal legislatore». Immediata la reazione del ministro del Turismo Gian Marco Centinaio: «La sentenza del Tar conferma quanto noi abbiamo sempre sostenuto, la lotta all’abusivismo e all’illegalità è prioritaria per il rilancio del turismo che oggi sta investendo e danneggiando l’intero settore. Il nostro impegno è costante, stiamo lavorando a un codice identificativo per combattere questa problematica che caratterizza l’accoglienza turistica».

Hai domande sull’argomento?

Scrivici a homeconciergeroma@gmail.com