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Airbnb – 5.000$ bonus per Superhost

Un messaggio per gli host dal CEO Brian Chesky

Riportiamo sotto per intero il messaggio del CEO di Airbnb

entile host,

gli ultimi due mesi sono stati molto difficili per tutti noi. Come molte persone, mi sveglio ogni giorno lontano da amici e colleghi, chiedendomi cosa succederà nel mondo. Mentre ascolto le notizie del giorno, il mio pensiero va a tutti i Paesi, le comunità e le famiglie che sono sopraffatti dalla portata e dall’impatto di questa crisi.

Anche l’intero settore dei viaggi ha subito un brusco arresto: le compagnie hanno sospeso i voli e le frontiere sono chiuse. La maggior parte di noi, inclusi i nostri ospiti, è in isolamento imposto dal governo, impossibilitata a lasciare la propria casa. Viaggiare è quasi impossibile.

L’11 marzo, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia, ci siamo trovati di fronte a un dilemma. Sapevamo che permettere agli ospiti di cancellare le prenotazioni e ricevere un rimborso avrebbe inciso in modo significativo sulla vostra attività. D’altra parte, non potevamo lasciare che ospiti e host corressero dei rischi, diventando un ulteriore pericolo per la salute pubblica. Ne abbiamo concluso che dovevamo consentire agli ospiti di cancellare le proprie prenotazioni e di ricevere un rimborso totale, incluse tutte le nostre commissioni. Vogliamo sottolineare che non si è trattato di una decisione di carattere commerciale, quanto piuttosto di una decisione volta a tutelare la salute pubblica.

Tuttavia, anche se sono convinto che dare priorità alla salute e alla sicurezza sia stata la cosa giusta da fare, mi rammarico di aver comunicato questa decisione agli ospiti senza esserci consultarci prima con voi host, che siete i nostri partner. Vi abbiamo ascoltato e sappiamo che avremmo potuto agire meglio.

Ci teniamo a ribadire che siamo una squadra sola. Quando la vostra attività non attraversa un buon momento, anche la nostra ne risente. Sappiamo che molti di voi stanno affrontando un momento di grande difficoltà e che avete bisogno di azioni concrete da parte nostra.

Ecco quindi alcune iniziative che stiamo lanciando per supportarvi nel superamento della crisi.

Doneremo 250 milioni di dollari agli host per aiutare a coprire il costo delle cancellazioni dovute alla pandemia di COVID-19. Se un ospite cancella una prenotazione a causa di una circostanza legata alla COVID-19, con data di check-in compresa tra il 14 marzo e il 31 maggio, vi corrisponderemo il 25% di quanto avreste ricevuto normalmente in base ai vostri termini di cancellazione. Questa iniziativa si applica retroattivamente a tutte le cancellazioni relative alla pandemia di COVID-19 di detto periodo. Tali costi saranno coperti interamente da Airbnb. I pagamenti inizieranno a essere inviati ad aprile. Gli ospiti con prenotazioni effettuate entro il 14 marzo potranno ancora cancellare e ricevere un rimborso standard o crediti di viaggio pari al 100% di quanto hanno pagato. Ti invitiamo a visitare la pagina airbnb.it/250Msupport per maggiori dettagli.

Stiamo creando un fondo di assistenza per i Superhost da 10 milioni di dollari. Tale fondo è destinato ai Superhost che affittano il proprio alloggio e hanno bisogno di aiuto per pagare l’affitto o il mutuo, nonché agli host di Esperienze di lunga data che cercano di far quadrare i conti. I nostri dipendenti hanno dato il via a questo fondo donando di tasca propria un milione di dollari, mentre Joe, Nate ed io stiamo contribuendo personalmente con i restanti 9 milioni. A partire da aprile, gli host potranno richiedere sussidi per un massimo di 5.000 dollari, che non dovranno essere rimborsati. Visita la pagina airbnb.it/superhostrelief per maggiori dettagli.

Stiamo dando la possibilità ai tuoi ospiti passati di offrirti un aiuto economico. Molti di loro ci hanno detto di essere estremamente grati per la flessibilità degli host di Airbnb e di essere felici di poter aiutare. Stiamo mettendo a punto un modo con cui gli ospiti possono allegare un messaggio al contributo che desiderano inviare agli host dai quali hanno soggiornato. Ci aspettiamo che questa funzionalità sia disponibile a partire da aprile. Sappiamo che, durante un periodo così difficile, anche un piccolo gesto può essere di grande aiuto.

Abbiamo lavorato insieme per garantire il supporto agli host nel recente progetto di legge COVID-19 Stimulus Bill del governo degli Stati Uniti. Tale legislazione consente ora agli host statunitensi di usufruire di molte misure di sostegno, tra cui sovvenzioni e prestiti per le piccole imprese, nonché sussidi di disoccupazione. Un enorme ringraziamento per le oltre 105.000 email e chiamate con le quali tanti di voi hanno contattato i membri del Congresso.

Abbiamo in serbo anche altre iniziative, di cui forniremo maggiori dettagli nelle prossime settimane. Tra queste, una collaborazione attiva con esperti ed epidemiologi sugli standard di pulizia da mantenere affinché voi e i vostri ospiti siate al sicuro, un’assicurazione di viaggio per voi e i vostri ospiti e programmi per aiutarvi a rilanciare la vostra attività.

Il mio impegno nei vostri confronti è quello di rimettere in piedi la nostra collaborazione: quando lavoriamo insieme, siamo più forti e diamo il nostro meglio. Ne sono un esempio recente i nostri sforzi congiunti per offrire alloggi agli operatori sanitari in prima linea nella lotta alla pandemia. Insieme stiamo aiutando a ospitare oltre 100.000 operatori sanitari, di assistenza e di primo soccorso, fornendo loro un alloggio gratuito o sovvenzionato. Più di 40.000 host si sono già proposti, offrendo il loro aiuto. Visita la pagina airbnb.it/medicieinfermieri per scoprire come unirti a loro.

La fiducia è la base di ogni collaborazione e si consolida nel tempo. Sappiamo che dobbiamo darci da fare per riconquistare la tua, ma è la nostra priorità e ci impegneremo al massimo. Quando si tornerà a viaggiare, perché succederà, saremo di nuovo al tuo fianco per accogliere insieme milioni di ospiti.

Brian Chesky

In breve

  • Termini delle circostanze attenuanti potrebbero essere applicati alle prenotazioni effettuate entro il 14 marzo con check-in compreso tra il 14 marzo e il 31 maggio
  • Per le prenotazioni di alloggi idonei, invieremo agli host un importo pari al 25% di ciò che avrebbero ricevuto con una normale cancellazione
  • Le prenotazioni effettuate dopo il 14 marzo non rientrano nelle circostanze attenuanti relative alla pandemia di COVID-19.

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Airbnb istituisce fondo da 250mln di $

Complice anche la quotazione in borsa di Airbnb tanto attesa ma che in realtà causa COVID-19 è stata rimanda si pensa sempre entro l’anno ma intorno ad ottobre-dicembre, Airbnb ha deciso di venire incontro ai suoi cari host istituendo un fondo da ben 250 mln di $ per far fronte alle perdite.

Airbnb si sta impegnando per aiutare gli host in questo momento difficile. Riportiamo sotto per intero un articolo estratto direttamente dal portale Airbnb

Airbnb

Tutto il mondo si è reso conto della gravità della situazione relativa al coronavirus (COVID-19) quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia globale l’11 marzo 2020.

Stiamo lavorando duramente per trovare soluzioni che ridurranno l’impatto sulla nostra community. Lunedì abbiamo annunciato diverse iniziative e politiche chiave, tra cui un fondo da 250 milioni di dollari per aiutare gli host colpiti dalle cancellazioni dovute alla pandemia. Ecco come funziona:

Sono idonee ai sensi dei nostri Termini delle circostanze attenuanti le prenotazioni effettuate entro il 14 marzo e che prevedono una data di check-in compresa tra il 14 marzo e il 31 maggio 2020. Se una prenotazione è coperta:

  • Gli ospiti potranno cancellare la prenotazione e ricevere un rimborso totale per le circostanze relative alla pandemia di COVID-19.
  • Airbnb ti invierà quindi un importo pari al 25% di quello che avresti ricevuto per la stessa cancellazione in base ai termini da te impostati. Per esempio, se avessi dovuto ricevere 400 USD in base ai tuoi termini di cancellazione, ti invieremo il 25% di questa cifra, vale a dire 100 USD.
  • All’inizio di aprile, invieremo un’email con maggiori dettagli agli host che riceveranno un compenso. I pagamenti futuri provenienti dal fondo saranno inviati su base mensile agli host con cancellazioni idonee.
  • Questi termini si applicheranno retroattivamente e copriranno anche eventuali cancellazioni effettuate a partire dal 14 marzo.

Per le prenotazioni effettuate entro il 14 marzo con check-in successivo al 31 maggio, ci rendiamo conto che potrebbero esserci ancora delle incertezze. Nelle prossime settimane, chiederemo a host e ospiti di rivedere queste prenotazioni e di scegliere se cancellarle o confermarle.

Infine, per tutte le prenotazioni effettuate dopo il 14 marzo, i tuoi termini di cancellazione saranno validi come di consueto e non applicheremo le circostanze attenuanti relative alla pandemia di COVID-19.

Probabilmente, ti starai chiedendo il perché del 14 marzo. In risposta alla dichiarazione dell’OMS relativa alla pandemia globale, questa è la data in cui abbiamo annunciato la copertura in base ai nostri Termini delle circostanze attenuanti per le situazioni legate alla diffusione del coronavirus.

Sappiamo che molti host stanno affrontando gravi difficoltà in questo momento, e stiamo lavorando senza sosta per dare una mano. Il nostro fondo da 250 milioni di dollari è interamente coperto da Airbnb, senza alcun costo per gli ospiti, e speriamo che vorrai accettare il nostro supporto come dimostrazione del nostro impegno nei confronti degli host.

Per saperne di più sui termini, visita questa pagina. Abbiamo inoltre risposto ad alcune delle domande più frequenti qui sotto.

Airbnb applica dei costi in caso di cancellazione?
Airbnb rinuncia a tutti i costi di host e ospiti per le cancellazioni relative alla pandemia di COVID-19 in base ai Termini delle circostanze attenuanti. Rimborseremo i nostri costi o forniremo dei crediti di viaggio per un importo che li include.

Ho sentito che Airbnb offre agli ospiti dei crediti di viaggio invece che dei rimborsi. È vero?
Quando gli ospiti cancellano a causa di circostanze legate alla pandemia di COVID-19, diamo loro la possibilità di ricevere un rimborso in contanti o dei crediti di viaggio che possono essere utilizzati per un soggiorno in un secondo momento. Questo è il nostro modo per incoraggiare gli ospiti a prenotare con gli host di Airbnb in futuro.

Perché non fornite dei crediti agli ospiti per una futura prenotazione di uno dei miei alloggi?
Ci abbiamo pensato, ma ci sono diversi scenari in cui questa soluzione potrebbe non funzionare per te o per i tuoi ospiti. Per esempio, un ospite potrebbe non essere in grado di prenotare o di tornare nella tua zona una volta che avrai l’opportunità di ospitare di nuovo. Questo credito fornisce maggiore flessibilità a entrambi.

I Termini delle circostanze attenuanti si applicano a tutte le prenotazioni?
Questi non si applicano alle prenotazioni Airbnb Luxe, Luxury Retreats o a quelle nazionali nella Cina continentale, che hanno dei termini specifici.

Cosa succede alle prenotazioni cancellate prima dell’annuncio del 30 marzo?
Fintanto che si applicano i criteri di cui sopra e l’ospite cancella in base ai Termini delle circostanze attenuanti, ti invieremo il 25% dell’importo che avresti ricevuto in seguito a una normale cancellazione da parte dell’ospite.

Se ho ricevuto una cancellazione per una prenotazione effettuata entro il 14 marzo con check-in successivo al 31 maggio, sarà idonea per l’offerta di rimborso del 25%?
No, ma abbiamo in programma di dare la possibilità all’ospite di cancellare o confermare la sua intenzione di mantenere la prenotazione. Sappiamo che non c’è niente di più frustrante che ricevere una cancellazione dell’ultimo minuto. Riteniamo che sia meglio essere trasparenti nel prossimo futuro, in modo che tu abbia la possibilità di riaffittare o fare altri piani per il tuo alloggio.

Perché non posso ricevere il mio compenso pari al 25% subito dopo una cancellazione?
Potresti effettivamente avere diritto a più compensi. Inviare i compensi su base mensile, piuttosto che singolarmente, ne facilita la gestione e la contabilizzazione.

Cosa succede se una prenotazione è stata cancellata in base ai Termini delle circostanze attenuanti di Airbnb prima dell’annuncio della copertura globale del 14 marzo?
Potresti essere idoneo a ricevere compensi per le cancellazioni in base ai Termini delle circostanze attenuanti se una tua prenotazione:

  • In Italia, o con un ospite proveniente da questo Paese, se effettuata entro il 29 febbraio, con check-in tra il 29 febbraio e il 31 maggio, e cancellata tra il 29 febbraio e il 13 marzo 2020.
  • In Corea del Sud, o con un ospite di questo Paese, se effettuata entro il 25 febbraio, con check-in tra il 25 febbraio e il 23 marzo, e cancellata tra il 28 febbraio e il 13 marzo 2020.
  • Al di fuori della Cina continentale, con un ospite proveniente da questo Paese, se effettuata entro il 1° febbraio, con check-in tra il 1° febbraio e il 13 marzo, e cancellata tra il 28 gennaio e il 13 marzo 2020.
  • Negli Stati Uniti, è stata effettuata entro il 13 marzo, con check-in tra il 13 e il 14 marzo, e cancellata tra il 13 e il 14 marzo 2020.
  • Nello Spazio Schengen, con un ospite proveniente dagli Stati Uniti, è stata effettuata entro il 13 marzo, con check-in tra il 13 e il 14 marzo, e cancellata tra il 13 e il 14 marzo 2020.
  • In India, con un ospite proveniente da un altro Paese, è stata effettuata entro il 10 marzo, con check-in tra il 12 e il 14 marzo, e cancellata tra il 10 e il 14 marzo 2020.
  • In Israele, con un ospite proveniente da un altro Paese, è stata effettuata entro il 10 marzo, con check-in tra il 12 e il 14 marzo, e cancellata tra il 10 e il 14 marzo 2020.
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AIRBNB: Tutto quello che hai sempre voluto sapere sul Tuo Annuncio

Facciamo chiarezza su quali sono i Fattori che influenzano il vostro posizionamento su Airbnb, così come dichiarati dal sito stesso.
POSIZIONAMENTO DELL’ANNUNCIO NEI PARAMETRI DI RICERCA

Il nostro algoritmo esamina oltre 100 elementi diversi per decidere in che modo ordinare gli annunci nei risultati di ricerca. La maggior parte di questi indicatori ha a che fare con fattori che gli ospiti reputano importanti, come le recensioni positive e le foto di qualità. Il posizionamento degli annunci tiene in considerazione tutto quello che potrebbe interessare ai viaggiatori. Il motivo è questo: se un viaggiatore trova subito il tipo di alloggio che sta cercando, molto probabilmente invierà una richiesta di prenotazione (o effettuerà una prenotazione immediata). Noi raccogliamo molte informazioni dagli ospiti sulle loro preferenze al fine di mostrare gli alloggi che soddisfano le loro esigenze al meglio.

​​Non tutti gli elementi hanno lo stesso peso e non serve avere un annuncio perfetto o abitare in una zona conosciuta per posizionarsi bene nei risultati di ricerca. Tuttavia, ci sono dei fattori particolarmente importanti che possono fare la differenza, come ad esempio:

– il numero di volte in cui gli ospiti cliccano sul vostro annuncio nei risultati di ricerca,

– la frequenza con cui i viaggiatori cercano di contattarvi dalla pagina dell’annuncio, – il numero di richieste di prenotazione accettate,

– l’utilizzo della Prenotazione Immediata

–  la competitività del vostro prezzo.
Perché nei risultati di ricerca gli annunci con la Prenotazione Immediata hanno la priorità rispetto ad altri annunci?

L’algoritmo di ricerca serve principalmente per facilitare le prenotazioni. Se un ospite ha un’eccellente esperienza di prenotazione e di soggiorno con Airbnb, sarà più incline in futuro ad utilizzare di nuovo la nostra piattaforma. E questa è una situazione favorevole sia per gli host che per gli ospiti. Negli anni abbiamo notato che, a parità di condizioni, i viaggiatori preferiscono utilizzare la Prenotazione Immediata perché possono prenotare velocemente un alloggio senza dover attendere la risposta dell’host e senza correre il rischio di vedere la propria richiesta rifiutata. Poiché la Prenotazione Immediata favorisce le prenotazioni, vi permette di posizionare meglio il vostro annuncio nei risultati di ricerca.

Detto questo, molti di voi hanno degli alloggi fantastici e utilizzano la Richiesta di prenotazione. La Prenotazione Immediata è soltanto uno dei numerosi fattori che influenzano il posizionamento del vostro alloggio nei risultati di ricerca. Infatti potete posizionarvi molto bene anche senza questo strumento.

Se sono un Superhost, il mio annuncio sarà più visibile nei risultati di ricerca?

Anche se non promuoviamo esplicitamente gli alloggi dei Superhost nei risultati di ricerca, i requisiti richiesti per diventare Superhost influiscono positivamente sul posizionamento dell’annuncio. Inoltre, offriamo agli ospiti la possibilità di filtrare i risultati di ricerca al fine di mostrare soltanto gli alloggi dei Superhost e a volte mettiamo in evidenza dei Superhost nei risultati di ricerca.

Come posso migliorare il posizionamento del mio annuncio nei risultati di ricerca? Ci sono delle impostazioni che possono aiutarmi?

Per migliorare subito il posizionamento dell’annuncio nei risultati di ricerca è consigliabile attivare la Prenotazione Immediata, poiché le nostre ricerche mostrano che gli ospiti preferiscono l’esperienza di prenotazione offerta da questo strumento. Anche quando i viaggiatori non filtrano gli annunci con la Prenotazione Immediata, li preferiscono rispetto agli altri annunci perché, una volta che prenotano un alloggio, possono dedicarsi liberamente all’organizzazione del resto del viaggio. Ci sono anche altri modi per migliorare velocemente il posizionamento dell’annuncio, ad esempio:

Fare un’ottima prima impressione. Assicuratevi che la prima foto del vostro annuncio sia luminosa, bella, di alta qualità e in orizzontale. Nel tempo, più visite riceverete da viaggiatori curiosi, e migliore sarà il posizionamento del vostro annuncio nei risultati di ricerca. Una foto realistica e convincente è il modo migliore per promuovere all’istante il vostro alloggio. Scegliere un prezzo competitivo. Solitamente i viaggiatori cercano di trovare un buon rapporto qualità-prezzo per i loro viaggi e, se usate strumenti come Prezzi Smart o impostate un prezzo competitivo, potrete beneficiare di utili consigli sul prezzo.​

È vero che, se gli ospiti aggiungono il mio alloggio nelle loro Wish List, il mio annuncio si posizionerà un po’ meglio nei risultati di ricerca?

Sì! Quando i viaggiatori aggiungono un alloggio nella loro Wish List, migliorano il posizionamento di quell’annuncio nei risultati! Un’unica Wish List non fa troppa differenza, ma nel corso dei mesi, se altri ospiti apprezzeranno il vostro alloggio e lo inseriranno nella loro Wish List, il vostro annuncio godrà di una visibilità maggiore.. Inoltre utilizziamo gli annunci che gli ospiti selezionano come preferiti per personalizzare meglio la loro esperienza di ricerca, così sarà più facile per loro visualizzare di nuovo il vostro alloggio nelle ricerche future.

Se devo rifiutare una prenotazione perché un ospite non accetta le condizioni delle mie Regole della casa, penalizzerò il posizionamento del mio annuncio nei risultati di ricerca?

Per un ospite è traumatico vedere la propria richiesta di prenotazione rifiutata, per cui questo è un fattore che incide negativamente sul posizionamento del vostro annuncio nei risultati di ricerca. Tuttavia, non ignoriamo il fatto che a volte siete costretti a rifiutare una prenotazione. Ad ogni modo, preferiamo confrontarvi agli altri host piuttosto che contare il numero di rifiuti.

Un singolo rifiuto non influenzerà in maniera significativa il vostro posizionamento, ma se nel tempo doveste rifiutare più ospiti rispetto ad altri host presenti nella vostra zona, il vostro annuncio verrà penalizzato. Abbiamo notato che la maggior parte dei nostri host accetta quasi tutte le richieste di prenotazione e i nostri migliori host che utilizzano l’opzione Richiesta di prenotazione le accettano quasi tutte. Potete aiutare i viaggiatori a capire se il vostro alloggio fa al caso loro scrivendo delle Regole della casa precise e dettagliate e aggiornando sempre il vostro calendario. Assicuratevi anche che le impostazioni e i servizi indicati siano conformi alle aspettative che create negli ospiti.

È da un po’ di tempo che non ricevo una nuova prenotazione, così ho cercato il mio annuncio sulla piattaforma e ho chiesto ad un amico di fare lo stesso. Nessuno dei due è riuscito a trovarlo, pur avendo inserito dei dettagli e dei filtri specifici. Cosa posso fare?

Se il vostro alloggio si trova in un luogo piuttosto conosciuto, è possibile che il vostro annuncio sia uno dei tanti, per cui potrebbe essere necessario applicare diversi filtri per poterlo trovare. Ma non preoccupatevi: solitamente i viaggiatori ricercano gli alloggi in questo modo, quindi sarà facile anche per loro trovarlo! Vi consigliamo di inserire nella vostra ricerca le date e verificare che corrispondano alla disponibilità indicata sul vostro calendario e alle impostazioni scelte per la durata minima del soggiorno.

Uno dei motivi per cui gli host che utilizzano la Prenotazione Immediata – o i loro amici – non riescono a visualizzare l’annuncio è perché hanno scelto di richiedere agli ospiti delle recensioni positive per poter prenotare il loro alloggio. Se avete scelto questo requisito e il filtro di Prenotazione Immediata è attivo, gli utenti non collegati o i nuovi ospiti visualizzeranno il vostro annuncio con l’opzione di Richiesta di prenotazione, e non con quello di Prenotazione Immediata. Questo perché gli ospiti nuovi o non collegati non sono autorizzati a prenotare immediatamente il vostro alloggio.

Ho attivato la Prenotazione Immediata, ma il mio annuncio non appare nei risultati di ricerca. Questa funzione non dovrebbe aiutarmi a posizionarmi meglio?

Normalmente la Prenotazione Immediata migliora il vostro posizionamento, ma potrebbe esserci un altro motivo per cui non riuscite a trovare il vostro annuncio nei risultati di ricerca. Assicuratevi che i criteri di ricerca corrispondano alle impostazioni e ai requisiti che avete impostato. Il numero minimo di notti, l’intervallo di date, il numero di ospiti e l’assenza di recensioni sono tutti elementi che possono impedirvi di vedere il vostro annuncio nei risultati di ricerca. E, naturalmente, se avete impostato come requisito di prenotazione la presenza di valutazioni precedenti, è possibile che non visualizziate il vostro annuncio perché non avete ancora viaggiato con Airbnb o non avete effettuato l’accesso al sito come ospiti.

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Booking.com e il nuovo sistema di prenotazioni

Oggi i viaggiatori hanno una scelta vastissima quando si tratta di prenotare l’alloggio perfetto. Mentre la classificazione tramite stelle è riconosciuta e usata in tutto il mondo come strumento per valutare la qualità di un hotel e confrontarlo con altri, fino a ora non esisteva un sistema simile che permettesse ai viaggiatori di confrontare alloggi come case o appartamenti.

Con la missione di aiutare tutti a scoprire il mondo e una media di 7 ospiti al secondo che effettuano il check-in in una casa, un appartamento o un altro posto unico dove soggiornare prenotato tramite la sua piattaforma, Booking.com ha preso l’iniziativa e ha introdotto un sistema globale e coerente per la valutazione della qualità per appartamenti, case vacanze e ville.

In maniera simile alla classificazione per stelle, che valuta in maniera oggettiva gli hotel in base a una serie di criteri di qualità, il nuovo sistema di valutazione per case vacanze e ville su Booking.com è stato pensato per sopperire a una mancanza nel settore dei viaggi.

Questo sistema rappresenta un benchmark globale che i viaggiatori possono riconoscere e a cui possono affidarsi per identificare più facilmente quali strutture rispondono ai loro criteri di qualità. Tenendo presente che nel 2020 il 39% dei viaggiatori globali e il 41% di quelli italiani preferiranno soggiornare in una casa vacanze o in un appartamento invece che in un hotel e che la funzionalità per filtrare i risultati in base al numero di stelle è una delle più utilizzate su Booking.com, questa innovazione riflette l’impegno e gli investimenti continui di Booking.com nel creare un’esperienza di viaggio sempre più fluida e, contemporaneamente, fornire ai viaggiatori la più vasta scelta di posti dove soggiornare.

Il sistema di valutazione della qualità usa un algoritmo di apprendimento automatico che tiene in considerazione oltre 400 fattori, tra cui la posizione della struttura ricettiva, le dimensioni e i servizi, e aiuta i viaggiatori a identificare meglio la qualità e il comfort delle strutture di tutto il mondo, in modo che possano prendere decisioni più informate quando si tratta di scegliere l’alloggio perfetto per loro. Adesso, accanto al nome della struttura su Booking.com sarà possibile trovare dei quadratini gialli (da 1 a 5) che indicano graficamente il livello di qualità. I punteggi qualità vengono confrontati con quelli delle strutture vicine, per fare in modo che i risultati siano rilevanti al livello locale, e vengono ricalcolati più volte durante l’anno per garantirne l’accuratezza.

Stati Uniti, Grecia, Spagna, Italia e Francia sono i Paesi con il più alto numero di punteggi top (5 quadratini su 5), mentre i viaggiatori provenienti da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna e Cina sono quelli che più di frequente selezionano appartamenti, case vacanze o ville con i punteggi qualità più elevati.

“Siamo emozionati di aver inaugurato una tecnologia e di aver sviluppato un servizio che non era presente nel settore fino a questo momento. Gli ospiti degli hotel possono usufruire di un sistema di classificazione come quello delle stelle, che permette loro di prendere decisioni di viaggio informate, mentre i viaggiatori che scelgono altre tipologie di struttura non hanno avuto fino a ora uno strumento paragonabile. Adesso, oltre che affidarsi alla veridicità delle nostre recensioni verificate, i viaggiatori di Booking.com possono cercare un appartamento, una casa vacanze o una villa in base al punteggio qualità e sentirsi più tranquilli nel fare una scelta che risponderà alle loro aspettative. Il 75% delle strutture premiate dai recenti Traveller Review Awards 2020 di Booking.com è composto da case, appartamenti e altre tipologie uniche di alloggio. Circa il 40% è rappresentato esclusivamente da appartamenti. Con questo nuovo sistema, ci aspettiamo di rendere ancora più semplice ai viaggiatori la scoperta del posto perfetto dove soggiornare, ovunque vogliano andare”, ha detto Eric Bergaglia, Global Head di Booking.com per il segmento case e appartamenti.

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Affitti brevi, rinviato alla ricorso di Airbnb sulla cedolare secca

Il Consiglio di Stato ha deciso che sarà la Corte di Giustizia dell’Unione europea a doversi pronunciare sulla cosiddetta “legge Airbnb”. E mentre il portale telematico festeggia (almeno momentaneamente), gli albergatori italiani un pò meno..

Ma di cosa si tratta?

In ballo c’è la normativa che impone agli intermediari attivi negli affitti brevi di comunicare i dati dei locatori e di applicare una ritenuta del 21 per cento. I giudici del Consiglio di Stato hanno accolto le motivazioni contenute negli atti difensivi di Airbnb, chiedendo l’intervento all’Europai. La Corte di Giustizia Ue dovrà quindi stabilire se gli obblighi introdotti per gli affitti brevi siano compatibili con la normativa comunitaria e se lo Stato italiano avrebbe dovuto prima notificare la loro introduzione alla Commissione Europea.

Come si legge su quifinanza.it

“Airbnb si è detta “lieta” della decisione di Palazzo Spada. “È evidente – si legge in una nota diffusa dal portale online – che l’attuale impianto non è per nulla adatto allo scopo, largamente condiviso nella società e nella politica, di ravvivare l’economia italiana sviluppando quei pagamenti digitali e tracciati che solo una piattaforma come la nostra garantisce”. Allo stesso tempo ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con il Ministero delle Finanze sulla condivisione dei dati.

L’obbligo di comunicazione e ritenuta del 21%, introdotto a carico degli intermediari nel 2017, ha lo scopo di assicurare un flusso di gettito costante all’Erario e di combattere l’evasione fiscale. La ritenuta del 21% è pari infatti alla cedolare secca, che spesso viene scelta dai locatori perché più conveniente. Ma sempre nel 2017, mentre le agenzie immobiliari e gli intermediari “fisici” applicavano la ritenuta, Airbnb ha avviato il ricorso manifestando dubbi sia sulla fattibilità tecnica sia sulla discriminatorietà e l’incompatibilità con il diritto europeo della ‘legge Airbnb’.”


Sta di fatto che a breve sia l’Agenzia delle Entrate sia le Amm.ni comunali avranno finalmente tutti i dati relativi agli affittuari e agli ospiti, perciò questo è il momento buono di regolarizzare la tua struttura se non lo hai ancora fatto!!!

Non aspettare altro tempo, contattaci al homeconciergeroma@gmail.com

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OTA e Brandjacking

Cosa sono le OTA ormai lo dovresti sapere se sei un host, in caso contrario, se ti stai avvicinando a questo settore, proviamo a spiegartelo in poche parole.Le OTA Online Travel Agency sono portali turistici che rappresentano l’offerta in termini di ospitalità, proponendo le strutture ricettive con l’effettiva disponibilità e le tariffe aggiornate.


Le OTA possono essere generaliste e proporre più tipologie di hotel e strutture ricettive dislocate su tutto il mercato globale, oppure essere specifiche per una destinazione o una tipologia di target (viaggiatore) / destinazione. Prenotare un albergo tramite una OTA significa usare un sistema automatico che invia all’albergatore le informazioni e le credenziali in riferimento al pernottamento, tramite un interfacciamento XML bidirezionali certificati.
La presenza sulle OTA permette alle strutture ricettive di avere maggiore visibilità a livello internazionale sul web, migliorando la performance del Booking Engine. Le OTA apportano valore aggiunto agli hotel, in particolar modo a quelli piccoli e indipendenti, ai quali permettono di raggiungere maggiore visibilità, i quali sottoscrivono un contratto con i portali online e percepiscono una commissione sulla prenotazione che varia dal 13% al 30%.Hai capito bene, fino al 30% se poi consideri che ci sono le tasse, una gran fetta del guadagno se la prendono le OtA, quasi soci occulti nella tua struttura ricettiva!


In questi mesi, in alcuni paesi più preparati a livello di offerta turistica, tipo UK, è iniziata una vera e propria campagna contro le OTA e soprattutto contro le loro pratiche ingannevoli di posizionamento, marketing e brandjacking, ovvero comparire in alto nella prima pagina dei risultati di ricerca in modo che le prenotazioni passino sempre per loro.


Un articolo molto interessante che ti linkiamo qui sotto e che spiega tutte queste pratiche, qui!
Vuoi sapere come provare a disintermediare qualche prenotazione online risparmiando sulle commissioni??Ti hanno detto che basta un sito web, una bufala enorme!!!!Soprattutto non è per niente facile vincere questa battaglia dove tu sei Davide e contro hai Golia,

contattaci: homeconciergeroma@gmail.com

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Novità Airbnb – commissioni tra il 14-20%

Se continui a pensare che Airbnb ha commissioni basse, ti sbagli di GROSSO!!!Questa è l’ultima modifica “geniale” (geniale è ironico..) di Airbnb,commissioni tra il 14% ed il 20% sul prezzo finale.


La differenza è che se si sceglie di “mascherarle” all’interno del prezzo totale come il portale stesso consiglia, le commissioni saranno “solo” del 14%, altrimenti possono toccare anche il 20% per l’ospite, 3% dal prezzo che hai impostato, più una maggiorazione del 2% se hai scelto per termini di cancellazione molto rigidi.Tutto questo per dire che nella peggiore delle ipotesi, airbnb potrebbe prendere come commissiona anche un 25% totale…se ti sembra poco….

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Affitti brevi, bocciato il ricorso di Airbnb

E adesso?? Fuori gli abusivi!!! Si spera..
Riportiamo sotto un articolo del sole 24 ore

Tempi duri per chi vuole evitare di pagare la cedolare secca del 21% sugli affitti brevi ricorrendo alla nota piattaforma Airbnb che solo in Italia conta oltre 214mila case e l’anno scorso ha fatto registrare 3,7 milioni di arrivi. Dopo una lunga battaglia il Tar del Lazio con la sentenza n. 2207/2019 ha respinto le richieste di Airbnb che finora si era rifiutata di riscuotere la cedolare secca sulle locazioni brevi e comunicare all’Agenzia delle Entrate i nomi dei locatari e i relativi redditi. Ma Airbnb ha già annunciato che farà ricorso al Consiglio di Stato.

«Siamo delusi dal pronunciamento del Tar del Lazio – annuncia Airbnb – e intendiamo fare ricorso presso il Consiglio di Stato, anche ai fini dell’eventuale interessamento della Corte di Giustizia ». Per la piattaforma online, si tratta di una pronuncia che punisce «chi non usa il contante».

Flop tassa Airbnb, il ministro Centinaio promette: «Basta praterie, si cambia»

La norme introdotte nel 2017 dal governo Gentiloni (decreto legge 50/2017) prevedono che gli affitti brevi (di durata non superiore ai 30 giorni) scontano la cedolare del 21%, che viene trattenute e versata al fisco subito in caso il pagamento sia gestito da “intermediari immobiliari” (agenzie e portali e quindi compresa Airbnb) o al momento della dichiarazione dei redditi se i contratti sono gestiti direttamente.

 Ma finora Airbnb si è rifiutata di raccogliere le imposte e di trasmettere i dati degli host all’Agenzia delle Entrate, per consentirle – incrociando i dati – di dare la caccia ai possibili evasori. Per la nota piattaforma telematica questi adempimenti da vero e proprio sostituto d’imposta non spetterebbero a loro. Per non parlare di tutti i problemi legati alla gestione dei dati e della privacy.

Un rifiuto, quello di Airbnb, che ha avuto come primo effetto il flop delle tasse del gettito previsto. Secondo lo Stato degli 83 milioni di gettito attesi già nel 2017 nella casse pubbliche ne sono entrati soltanto 19 (oltre 60 milioni in meno) e nel 2018 – di cui mancano i dati ufficiali – potrebbe essere andata ancora peggio visto che il gettito atteso è di 139 milioni. È Federalberghi a provare a calcolare il danno per le casse dello Stato: «Secondo quanto dichiarato in giudizio dallo stesso Airbnb – segnala Federalberghi – le somme da versare annualmente in Italia, rapportate ai ricavi del 2016, sarebbero state pari a circa 130 milioni di euro. Considerando che nel frattempo il numero di annunci pubblicato sul portale è cresciuto a dismisura (222.787 ad agosto 2016, 397.314 ad agosto 2018), si può stimare che nei primi diciotto mesi di (mancata) applicazione dell’imposta Airbnb abbia omesso il versamento di più di 250 milioni di euro».

Affitti turistici, accordo Airbnb – Regione Toscana per la riscossione

La sentenza del Tar arriva dopo una battaglia legale in cui il Tar del Lazio prima e il Consiglio di Stato poi avevano già bocciato la richiesta di sospensiva (la possibilità di interrompere l’efficacia del provvedimento in attesa del pronunciamento del merito). Pronunciamento nel merito che è arrivato adesso e che boccia i rilievi della piattaforma on line. Per i giudici amministrativi non c’è nessuna «disparità di trattamento» o «discriminazione» nei confronti di Airbnb e né una limitazione alla libertà di concorrenza. Né la piattaforma può addurre come motivo di diniego il fatto che sia costretta – come un sostituto di imposta – ad adempimenti che non gli possono spettare, visto che il portale già svolge, sia in Italia (per conto di alcuni comuni) sia all’estero, attività simili a quelle che vengono contestate. Il Tar cita proprio un articolo del Sole 24 Ore relativo a un accordo con la Regione Toscana per la raccolta dell’imposta di soggiorno.

«Siamo delusi dal pronunciamento del Tar del Lazio e intendiamo fare ricorso presso il Consiglio di Stato, anche ai fini dell’eventuale interessamento della Corte di Giustizia Europea», ha annunciato subito Airbnb. Che sottolinea come il Tar abbia «inteso confermare nel merito l’orientamento già espresso in sede cautelare, non ravvisando differenze operative fra agenzie immobiliari con qualche decina di clienti e una piattaforma tecnologica con oltre 200 mila utenti, di cui solo una parte sarebbe assoggettabile alla normativa secondo criteri mai stabiliti dal legislatore». Immediata la reazione del ministro del Turismo Gian Marco Centinaio: «La sentenza del Tar conferma quanto noi abbiamo sempre sostenuto, la lotta all’abusivismo e all’illegalità è prioritaria per il rilancio del turismo che oggi sta investendo e danneggiando l’intero settore. Il nostro impegno è costante, stiamo lavorando a un codice identificativo per combattere questa problematica che caratterizza l’accoglienza turistica».

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Airbnb progetta Case

Si va dove c’è il Business, Aribnb lo ha capito bene!!Infatti sembra non accontentarsi più solo della parte “sito di prenotazione”, no!

Airbnb vuole progettare in proprio le strutture che andranno ad ospitare i futuri guests e  saranno concepite secondo canoni architettonici e progettuali estremamente moderni, funzionali e sostenibili per l’ambiente.


 L’ambizioso progetto immobiliare si chiama Backyard e pare che muoverà i primi passi già alla fine del 2019.“Per soddisfare le esigenze del futuro – sottolineano gli ideatori di Backyard – la casa deve evolversi, guardare avanti”. Il  progetto punta a realizzare un network di abitazioni e strutture di piccole-medie dimensioni, versatili e modificabili in base alle esigenze dei clienti. L’idea è quella di dare vita a case ‘smontabili’ per soggiorni a breve termine, in grado di accogliere di volta in volta un numero variabile di persone.
Il concept con cui le case Airbnb saranno realizzate è stato messo a punto dallo studio di design “Airbnb Samara” che si è avvalso delle tecniche di progettazione e domotica più sofisticate e moderne. Tutte le informazioni e le Travel Stories raccolte tra gli utenti della Community di Airbnb e i proprietari di case , saranno utilizzate per ottimizzare le nuove abitazioni in funzione di esigenze reali e socialmente rilevanti.
Preparatevi miei cari host, ne vedremo delle belle nei prossimi anni, e purtroppo chi non si aggiorna e si tiene al passo con i tempi è destinato ad uscire dal business!


Per info e consulenze homeconciergeroma@gmail.com

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Meglio vivere Locale o in Hotel?

Uno dei grandi dilemmi di questi tempi: optare per vivere LOCAL (native) ed affidarsi ad Airbnb, oppure affidarsi alla professionalità  di un hotel con tutti i servizi e i comfort?


I viaggiatori d’affari sembrano avere pochi dubbi e preferiscono l’albergo, soprattutto per evitare brutte sorprese, poichè gli alloggi disponibili sulle varie piattaforme di homesharing non sono tutti della stessa qualità, anzi qualcuno non ne ha proprio, scarsa pulizia, mancanza di asciugamani e carta in bagno, tv di piccole dimensione, ecc.


Un grande guru del settore hotellerie ha affermato che l’unico modo che avranno gli hotel per competere con l’home sharing sarà quello di puntare sul food & beverage..
Staremo a vedere..

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L’importanza delle Recensioni: Google, Fb e gli altri

Nel global Benchmark Report 2018 gli analisti di Revinate hanno analizzato 77 mln di recensioni pubblicati da viaggiatori nel corso del 2017 che hanno riguardato strutture in 200 paesi.

Al di là dei problemi che la maggior parte degli hotel manifesta nella gestione della propria reputazione online, è interessante come le recensioni a livello globale siano cresciute dal 20% nel 2015 al 27% nel 2017.


La crescita è avvenuta principalmente su 2 piattaforme: Google e Facebook, che non sono di certo siti specializzati in viaggi e vacanze come Booking, Expedia, Tripadvisor.
A questo ritmo di crescita, Google è sulla buona strada per diventare il sito principale di recensioni alberghiere al mondo, più di Booking.com..
Da non crederci ma è cosi..

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I vantaggi dell’Home Sharing a livello Immobiliare

Si parla sempre di più del fenomeno Airbnb, ma quali sono i veri Vantaggi dell’Home Sharing a livello Immobiliare?

Te lo sei mai chiesto?

E’ chiaro: se vendo un appartamento che si affitta a 90€ al giorno per 200 giorni, quell’appartamento vale 18.000€ in più di una proprietà identica che non produce nè ricavi nè affittanze.


Su questa lunghezza d’onda le case pubblicizzate da Airbnb sono fonti di reddito e stanno influenzando in modo significativo anche le nuove costruzioni, soprattutto negli USA.
Addirittura in america il “REDDITO AIRBNB” è riconosciuto come leva per rifinanziare il mutuo.
Non di rado bilocale affittati a turisti rendono 5volte di più di un normale affitto annuale, ecco il motivo per il quale sempre più persone si stanno spingendo in questo settore.
Addirittura, non di rado, ci capita di ricevere richiesta da investitore che vogliono comprare un immobile, magari perchè hanno molta liquidità e vogliono garantirsi molto più del canonico 3% annuale.
Come fanno? Lo comprano a leva con un mutuo e poi lo danno in gestione a società come la nostra, magari optando per il pagamento della cedolare secca, (possibile grazie alla locazione turistica) e di sicuro il rendimento netto annuo sarà a doppia cifra!
Hai bisogno di altre informazioni al riguardo?

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